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21 competenze trasversali che ogni dipendente dovrebbe avere

soft skills

In fase di selezione dei candidati e di valutazione dei dipendenti, oltre alle capacità e conoscenze tecniche l’ufficio HR valuta e traccia anche le cosiddette soft skill o competenze trasversali.

Si tratta di “caratteristiche attitudinali” che rendono un dipendente – qualunque sia il suo ruolo – una buona risorsa per qualsiasi azienda e in quanto tali devono essere coltivate e sviluppate giorno dopo giorno.

Ma quali sono queste competenze trasversali così importanti?

Il panorama è ampio e variegato e una lista completa potrebbe andare avanti quasi all’infinito. Noi ne abbiamo identificate 21 che riteniamo di fondamentale importanza in qualunque ambito di lavoro.


21 competenze trasversali di primaria importanza

  1. Abilità interpersonali. Nessun dipendente è un’isola: bisogna saper interagire, ascoltare, ispirare a partecipare, mitigare i conflitti. Non stiamo parlando soltanto della relazione con i colleghi: sapersi interfacciare con i clienti e i fornitori è una qualità desiderabile in tutti, non solo in chi si occupa di vendite, marketing e assistenza al cliente. Del resto, i nostri dipendenti sono anche i nostri migliori brand ambassador.
  2. Teamwork. Lavorare in un’azienda vuol dire innanzitutto saper fare lavoro di squadra, a prescindere dalla posizione gerarchica che si occupa. L’affiatamento di una squadra non va dato per scontato e può essere coltivato grazie a un gran numero di attività di team building aziendale e di formazione esperienziale.
  3. Capacità comunicative. Che si tratti di conversare con un collega, inviare una email o effettuare un rapido briefing per il proprio team, è fondamentale riuscire a comunicare in maniera chiara ed efficace. Magari per la tua azienda non sarà il primo requisito, come accade invece per un colosso come Automattic, che non avendo una sede e coinvolgendo dipendenti da 43 paesi diversi che lavorano da casa ha bisogno di precisione assoluta nelle comunicazioni per evitare fraintendimenti.
  4. Affidabilità. Sotto il cappello dell’affidabilità possiamo inserire un gran numero di qualità “umane”. Quella di lavorare in maniera indipendente senza bisogno di supervisione, l’onestà, l’integrità, la puntualità e tutto ciò che ci porta a fidarci di un nostro collega.
  5. Uso del computer. Nel 2016 sono davvero pochi i lavori che non richiedano l’utilizzo, per quanto saltuario, di un computer. Saper effettuare le operazioni di base e usare email, editor di testo e fogli di calcolo è un requisito minimo per chiunque. Avere una pallida idea di ciò che si cela dentro un case, un utile plus!
  6. Abilità di ricerca. Trovare rapidamente l’informazione che ci serve è oggi importante tanto quanto possederla in primo luogo. Molti dei nostri dubbi possono essere risolti in rete grazie alla giusta query sui motori di ricerca, il nostro calendario elettronico ricorda per noi i nostri appuntamenti e per gli approfondimenti possiamo sempre sfogliare la nostra rivista di settore di riferimento. Parte integrante di questa soft skill fondamentale è anche la capacità di distinguere le fonti attendibili da quelle meno affidabili.
  7. Time management. Ognuno di noi ha così poco tempo a disposizione e così tante mansioni da svolgere che saper gestire il tempo a propria disposizione e assegnare le giuste priorità è diventata una competenza trasversale fondamentale. Tanto che sono nate diverse tecniche che ci aiutano a ottenere il massimo dal tempo che abbiamo, come la pomodoro technique.
  8. Formazione permanente. Le competenze acquisite – soprattutto quelle più tecniche – diventano rapidamente obsolete se non si resta aggiornati e al passo coi tempi. Il lifelong learning non è solo teoria, ma pratica di tutti i giorni. Ben vengano i corsi di formazione aziendale, soprattutto se organizzati in maniera interattiva, ma un vero professionista cura la propria preparazione anche in maniera indipendente, sfruttando piattaforme di apprendimento come Lynda.com.
  9. Organizzazione. Essere organizzati non significa necessariamente avere una scrivania ordinata e un desktop con un numero sensato di icone. È più un metodo di lavoro personale che ci porta a non dimenticare di continuo impegni, progetti, appuntamenti.
  10. Flessibilità. In un mondo del lavoro mutevole come l’attuale, bisogna avere la capacità di adattarsi a novità e cambiamenti senza perdere la bussola. Un dipendente flessibile non sarà spiazzato da cambi di pratiche, strumenti e mansioni.
  11. Capacità di analisi. Per poter risolvere un problema (vedi punto successivo) è fondamentale capirne a fondo, in una prima fase di analisi, la natura, le sfaccettature e le implicazioni. Occorre saper pensare in modo logico, scomponendo il problema in sezioni e individuando le relazioni di causa ed effetto.
  12. Problem solving. Strettamente correlato alla competenza trasversale precedente, il problem solving è quella capacità che ci consente di studiare e trovare la soluzione a un problema tutte le volte in cui ci si para davanti un “ostacolo” che non possiamo superare in maniera istintiva o tramite un comportamento abituale. Esiste forse un lavoro che non ci proponga, più o meno di frequente, nuove “sfide” da risolvere?
  13. Multitasking. Considerata una capacità spiccatamente femminile – anche se nessuna ricerca ha ancora prodotto dati sostanziali a sostegno di questa tesi – il multitasking è una competenza trasversale che ci consente di svolgere più di un’azione, o attività, nello stesso momento.
  14. Decision making. Di fronte a una più o meno vasta gamma di possibilità, è possibile rimanere paralizzati dall’indecisione. Per questo il decision making è considerato una soft skill importante. Chi la possiede è in grado di valutare pro e contro di ogni alternativa, prevederne gli esiti e scegliere quella più consona ai propri obiettivi.
  15. Tenacia. Chi ha tenacia e costanza nel proprio lavoro è capace di sopperire a lacune in altre competenze, sia di tipo tecnico che di tipo trasversale. Anche nel lavoro, di frequente, chi la dura la vince!
  16. Passione ed entusiasmo. Un dipendente che mette in campo passione in quello che fa non solo lavora meglio, ma spesso ha un effetto benefico sul clima aziendale e sull’impegno dei colleghi, che vengono contagiati dal suo entusiasmo.
  17. Creatività. La creatività non è una soft skill utile soltanto a chi si occupa di design, scrittura, marketing ecc. Chi è creativo è anche capace di trovare nuove soluzioni a vecchi problemi, invece di seguire modalità di lavoro che potrebbero essere divenute obsolete.
  18. Rispetto ed empatia. In un ambiente di lavoro sempre più “multi” (culturale, religioso ecc.) bisogna avere rispetto per tutti, sapersi mettere nei panni dell’altro e trovare punti di contatto e di dialogo.
  19. Professionalità. Sembra scontato che un dipendente sia anche un professionista, ma non è sempre questo il caso. Il vero professionista si comporta in maniera matura e responsabile in ogni contesto e situazione e non perde mai la bussola anche di fronte al cliente o al collega più indisponente.
  20. Motivazione personale. Motivare il personale non deve sempre essere compito del management, delle risorse umane e dell’azienda in generale. Un dipendente deve essere sempre pronto a dare il massimo e a prendere l’iniziativa laddove necessario, senza bisogno di essere spronato.
  21. Meticolosità. L’attenzione per i dettagli è una competenza di base fondamentale in diversi ruoli di controllo (pensiamo all’ufficio qualità o ai controllori di bozze) e molto utile in tutti gli altri.

E voi, quali soft skill ritenete fondamentali o avete inserito nella vostra mappa delle competenze?




Crediti fotografici: @Sangoiri/Fotolia