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Tre domande a Elisa Michielan, Sviluppo Risorse Umane Banca IFIS

In questa breve intervista a Elisa Michielan tocchiamo alcuni temi fondamentali nella gestione delle Risorse Umane: innovazione, valutazione e formazione.

Dopo la laurea in Storia dell’Arte, Elisa ha svolto il ruolo di formatrice e quello di recruiter presso un’agenzia interinale. Dal 2015 lavora in Banca IFIS nell’ufficio Risorse Umane, occupandosi di selezione e sviluppo del personale.


Nella gestione HR creatività e innovazione hanno un ruolo importante. C’è una iniziativa che avete intrapreso o state intraprendendo di cui andate particolarmente fieri?

Per chi si occupa di Risorse Umane è fondamentale prendere coscienza di quanto sia importante innovare i metodi e gli strumenti di ricerca e sviluppo del personale all’interno di un contesto sempre più complesso. Assumendo moltissimi under 30, inoltre, anche il modo di rivolgersi a loro deve essere smart, veloce e immediato come lo sono le nuove tecnologie.

Nell’ultimo anno ci siamo concentrati nella strutturazione della fase di onboarding, in modo da guidare il neoassunto durante tutto il suo primo anno di vita lavorativa. Mensilmente organizziamo una giornata dedicata ai nuovi colleghi, in cui li coinvolgiamo nel conoscere i business della Banca, con la partecipazione della funzione Comunicazione, del Direttore Generale e del Direttore delle Risorse Umane.

Abbiamo poi messo a punto il progetto di mentoring, che prevede degli incontri tra responsabile, neoassunto e HR, con lo scopo di favorire il confronto interno e rendere il collega consapevole e autonomo nella propria mansione quanto prima. La sfida alle novità è comunque aperta!


Qual è la sua opinione sulla valutazione del personale? Lo ritiene un sistema applicabile soltanto al top management o a tutti i dipendenti?

Attuare un momento formalizzato di valutazione di tutto il personale, indipendentemente dal ruolo, lo considero una delle fasi chiave del processo di gestione delle risorse, soprattutto all’interno di un’azienda che voglia fare della meritocrazia un proprio punto di forza.

Banca IFIS in particolare si avvale di un sistema di Performanagement costruito internamente, dove il feedback viene espresso attraverso una griglia di comportamenti, senza giudizi numerici. Utilizzare un sistema oggettivo di valutazione delle performance aperto a tutti i dipendenti porta con sé innumerevoli vantaggi: permette di conoscere meglio le persone, di valorizzarle e orientarne i comportamenti.

Attualmente la valutazione avviene in modalità “top down”, ma alcuni manager stanno richiedendo di ricevere feedback anche da parte dei loro collaboratori, per una maggiore cognizione di sé e del proprio operato.


Formazione ed era digitale. Quali ritiene siano le novità sullo sviluppo interno delle risorse?

Nell’ottica della digitalizzazione anche i metodi e gli spazi della formazione stanno cambiando. Le aule di Banca IFIS, ad esempio, hanno subito una vera e propria trasformazione: proiettore, block notes e lavagne hanno lasciato il posto a monitor touch screen, tablet e strumentazione per videoconferenze.

Anche la piattaforma e-learning è diventata un luogo virtuale di formazione e soprattutto di incontro: interattiva, vicina al mondo dei social network, e con corsi sviluppati sulla logica della gamification.

Credo comunque che la formazione in aula continui ad avere un ruolo fondamentale, soprattutto se qui viene dato spazio all’esercitazione e all’esperienza. In generale stiamo strutturando sempre più percorsi blended, sia per quanto riguarda la formazione tecnica, sia per lo sviluppo delle soft skills.

Una novità che abbiamo introdotto lo scorso anno nell’ambito della formazione delle competenze trasversali è stato l’inserimento di una sessione one-to-one tra il partecipante e il docente, da svolgere a qualche settimana dalle giornate in aula, al fine di guidare il collega nel tarare e raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo iniziato con due corsi pilota, che hanno ottenuto ottimi feedback, tanto da decidere di ampliare anche agli altri corsi la medesima struttura.

Formazione “digitale” e “su misura” paiono quindi essere i due concetti chiave da tenere sempre in considerazione.