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Archivio Categoria: Selezione

GDPR e Recruiting: 5 motivi per superare strumenti antiquati

strumenti obsoleti di gestione recruiting

Con l’entrata in vigore del GDPR il 25/05/2018, le Direzioni del Personale di tutta Europa hanno un motivo in più per interessarsi alle ultime tecnologie per la gestione delle Risorse Umane.

Il nuovo Regolamento sul trattamento dei dati, infatti, ha reso evidente quanto l’utilizzo di strumenti antiquati come le e-mail e i fogli Excel – ma anche, per diversi aspetti, i software on-premise – sia oltre che inefficiente anche poco rispettoso della privacy di dipendenti e candidati.

Portare avanti alcune direttive, come la data retention e la raccolta del consenso al trattamento dei dati, diventa infatti difficoltoso, così come onorare gli standard minimi di sicurezza consigliati.

Tutto questo diventa ancora più evidente quando si parla di recruiting. Raccogliere, organizzare e gestire i curricula di centinaia o migliaia di candidati senza il supporto di un ATS moderno vuol dire, quasi certamente, rischiare di non essere conformi alle normative.

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Exit interview: i segreti del colloquio di uscita

exit interview concept image

Assumereste mai un candidato senza averlo sottoposto a un colloquio?

La risposta, con tutta probabilità, è no.

Il colloquio di selezione, infatti, è uno step presente nei processi di reclutamento di tutte le aziende, anche ora che molti altri passaggi, come lo screening iniziale, vengono spesso svolti con l’ausilio della tecnologia.

Del resto, è un momento fondamentale per cogliere informazioni e impressioni sul candidato altrimenti impossibili da ottenere.

Esiste però un altro colloquio che gode di una popolarità decisamente inferiore, pur essendo altrettanto utile: la exit interview.

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Alla scoperta dell’Outplacement: intervista a Sara Rossi

foto Sara Rossi Chi è interessato ad ampliare le sue conoscenze sul mondo del recruiting, può trovare in rete una vera miniera d’oro di informazioni. Guide ai colloqui di selezione, informazioni sugli strumenti e sulle metriche da utilizzare e persino test per valutare la propria strategia di ricerca e selezione.
Lo stesso non può dirsi per l’outplacement, nonostante la sua importanza a livello sociale e professionale.
Per conoscere meglio questo servizio professionale, che ha acquisito una importanza sempre maggiore negli ultimi anni, abbiamo scelto di intervistare una esperta in materia.
Ecco le domande che abbiamo posto a Sara Rossi, Consulente Outplacement.


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Il ruolo della Gamification nella rivoluzione HR

gamification

Le aziende stanno attraversando un periodo di grandi trasformazioni e cambiamenti. Il modo di vivere e intendere il lavoro sta cambiando, anzi è già cambiato. Definitivamente e in maniera irreversibile. Sul posto di lavoro vengono richieste sempre meno azioni meccaniche e ripetitive e sono necessari piuttosto creatività, coraggio e leadership.

Soft skill e attitudini, parole che fino a pochi anni fa suonavano estranee alla maggior parte dei professionisti del mondo del lavoro, oggi non possono essere ignorate.

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8 strategie efficaci per velocizzare il time to fill aziendale

time to fill

Uno dei vantaggi dei recruiter di oggi rispetto ai colleghi di qualche anno fa è quello di poter facilmente monitorare l’efficacia del proprio lavoro grazie a numerose metriche utili.

Una di questa è il time to fill, un valore che misura il lasso di tempo che trascorre dall’avvio di una nuova ricerca di personale fino all’assunzione della figura individuata.

Rispetto al time to hire, di cui abbiamo parlato in passato, il time to fill prende in considerazione anche tutto ciò che avviene prima di iniziare lo screening dei candidati. Un’attività che secondo una ricerca del SHRM (Society for Human Resource Management) occupa in media un lasso di tempo di 9 giorni su un totale di 41.

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