{"id":33101,"date":"2016-03-31T07:49:48","date_gmt":"2016-03-31T07:49:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.altamirahrm.com\/quando-lintervista-e-alla-recruiter-10-domande-a-chiara\/"},"modified":"2021-11-12T13:46:52","modified_gmt":"2021-11-12T13:46:52","slug":"quando-lintervista-e-alla-recruiter-10-domande-a-chiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altamirahrm.com\/it\/blog\/quando-lintervista-e-alla-recruiter-10-domande-a-chiara","title":{"rendered":"Quando l\u2019intervista \u00e8 alla recruiter: 10 domande a Chiara!"},"content":{"rendered":"<p>Porre domande \u00e8 una parte importante del lavoro di tutti i recruiter.<\/p>\n<p>\u00c8 naturale, quindi, che lo facciano con naturalezza e abilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma sono altrettanto abili nel dare risposte?<\/p>\n<p>Chiara, una recruiter IT nonch\u00e9 creatrice del blog <a href=\"https:\/\/chiaracavenago.it\/\" target=\"_blank\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"noopener\">Le faremo sapere<\/a>, ha accettato di rispondere ad alcuni quesiti sul suo lavoro. E ha passato l\u2019esame a pieni voti.<\/p>\n<p>Ecco a quali domande ha gentilmente risposto!<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Quale ritieni sia il percorso di studi ideale per lavorare nelle Risorse Umane, se ne esiste uno?<\/h4>\n<p>In effetti non so se ne esista uno proprio ideale: credo che alla base ci debba essere una sorta di vocazione a lavorare a contatto con le persone, con le loro caratteristiche specifiche e avendo presenti le possibili criticit\u00e0 di relazione; sicuramente aiutano molto gli studi umanistici un po\u2019 trasversali (psicologia, pedagogia, antropologia, sociologia, scienze della comunicazione\u2026) che non lasciano un bagaglio pratico di conoscenze, ma si insediano nel sangue e nella pelle diventando parte del modo di fare, di essere, di pensare.<\/p>\n<p>Poi ci vogliono ovviamente delle nozioni di diritto, ma credo che molto venga dalla predisposizione personale e dall\u2019esperienza nella gestione delle relazioni e della comunicazione.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche da dire che la branca delle Risorse Umane di per s\u00e9 \u00e8 abbastanza ampia e sfaccettata, quindi \u00e8 possibile che, pur formalmente lavorando nello stesso ambito, si svolgano ruoli completamente diversi, dove le competenze richieste possono passare dal pi\u00f9 tecnico al pi\u00f9 relazionale.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Come giudichi il livello di preparazione medio al colloquio dei candidati italiani?<\/h4>\n<p>Non posso fare un paragone con altri Paesi, perch\u00e9 la mia esperienza \u00e8 tutta italiana, e i confronti \u201cper sentito dire\u201d non mi piacciono\u2026 ma in generale devo ammettere che c\u2019\u00e8 molta approssimazione e pochissima preparazione.<\/p>\n<p>I candidati pi\u00f9 senior magari non sono pi\u00f9 allenati a fare colloqui se non si sono mai mossi dalla propria azienda, quelli pi\u00f9 giovani non vengono preparati da nessuno e fanno scivoloni pazzeschi per la loro inesperienza.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento pi\u00f9 diffuso \u00e8 la convinzione di poter andare a braccio, anche nelle parti del colloquio dove si pu\u00f2 avere il maggiore controllo e dove \u00e8 possibile giocare d\u2019anticipo, per esempio costruendo una storia professionale lineare e convincente, valutando i punti di forza e di debolezza che si possono portare a proprio vantaggio.<\/p>\n<p>\u00c8 importante anche conoscere prima il proprio interlocutore, mentre molti non si preoccupano minimamente di cercare due informazioni di massima sull\u2019azienda che andranno a incontrare.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Si parla molto di recruiting, ma molto poco di outplacement. Ci puoi tracciare un ritratto di questa attivit\u00e0?<\/h4>\n<p>Ah, l\u2019outplacement \u00e8 stato il mio primo amore\u2026 arrivato un po\u2019 per caso, in verit\u00e0, tant&#8217;\u00e8 vero che quando mi hanno chiamato per il primo colloquio, appena laureata, l\u2019avevo scambiato per l\u2019outsourcing!<\/p>\n<p>Comunque in termini molto brevi si tratta di un percorso di consulenza personalizzato, un vero e proprio supporto nella ricerca di un nuovo lavoro. Alle persone che seguivo spiegavo che, in fin dei conti, quello che avremmo fatto insieme sarebbe stato apprendere un metodo utile non soltanto nell\u2019occasione presente, ma anche per tutta la propria vita lavorativa.<\/p>\n<p>\u00c8 un percorso in cui il candidato impara a conoscere s\u00e9 stesso attraverso la descrizione dei ruoli ricoperti e delle attivit\u00e0 svolte: da l\u00ec ricava quelle che sono le proprie competenze e ragiona sull\u2019obiettivo che vuole raggiungere.<\/p>\n<p>Dall\u2019insieme di tutto ci\u00f2 nasce il CV, assieme alla lettera di presentazione: con questi strumenti si \u00e8 pronti per andare \u201ca caccia\u201d del nuovo lavoro, ci si prepara ai colloqui e si valutano le offerte.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Perch\u00e9 hai deciso di aprire un blog e chi sono i tuoi lettori tipo?<\/h4>\n<p>Come dicevo prima, l\u2019outplacement \u00e8 stato il mio primo amore e dopo qualche tempo dall\u2019aver cambiato lavoro ho iniziato, tutto sommato, a sentirne nostalgia.<\/p>\n<p>Mi mancava la possibilit\u00e0 di seguire la persona nel suo percorso di ricostruzione dell\u2019identit\u00e0 professionale, aiutarla nell\u2019individuare il proprio obiettivo e supportarla nella creazione degli strumenti e della strategia per porsi nel modo migliore e pi\u00f9 efficace sul mercato.<\/p>\n<p>Ho pensato a come potevo sfruttare queste mie competenze a vantaggio di chi si trova alla ricerca di lavoro, spaesato in questo mercato magari diverso da come se lo ricordava\/immaginava, indeciso su come muoversi.<\/p>\n<p>Inizialmente ero orientata all\u2019idea di creare brevi percorsi di formazione per disoccupati, qualche incontro d\u2019aula e magari qualche piccola consulenza individuale, tramite la parrocchia o la Caritas, o il Comune. Ma poi il tempo \u00e8 sempre tiranno e mi sono resa conto che mi avrebbe portato via qualche sera di troppo e con un bimbo ancora piccolo non me la sentivo.<\/p>\n<p>Qualche battuta da parte di due amici su Facebook mi ha fatto venire l\u2019idea e in 2 giorni avevo aperto il blog, espressamente con l\u2019idea di dare risposta a qualche domanda, fornire alcuni consigli e magari sorridere assieme su qualche episodio divertente.<\/p>\n<p>\n<img decoding=\"async\" src=\"\/\/www.altamirahrm.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/intervista_recruiter02.png\" alt=\"recruiting comic\"  \/><br \/>\n<\/p>\n<h4>Quali sono le difficolt\u00e0 nel fare selezione per posizioni altamente tecniche, come pu\u00f2 essere quella di programmatore, quando si ha una formazione lontana da queste tematiche e competenze?<\/h4>\n<p>Le difficolt\u00e0 stanno spesso nel capire quanto concreta sia l\u2019esperienza che un candidato sostiene di avere, perch\u00e9 i termini, le tecnologie, le specificit\u00e0 di ogni figura pian piano con la pratica si acquisiscono, ma le domande puntuali che solo un tecnico pu\u00f2 rivolgere, quelle vengono dall\u2019esperienza concreta sul campo e se anche le ripetessi a pappagallo, sarebbero poco credibili.<\/p>\n<p>\u00c8 anche vero che in questo settore \u00e8 consuetudine far fare un colloquio tecnico in una fase successiva: i candidati solitamente sono abituati al doppio incontro, quello con le risorse umane e quello col tecnico, che spesso \u00e8 anche il titolare del progetto.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Quanto ritieni utile la tecnologia a supporto della tua professione?<\/h4>\n<p>Tantissimo! Non oso nemmeno immaginare come fosse possibile, fino a 10\/15 anni fa, fare il mio lavoro senza usare internet\u2026 Cio\u00e8, ovviamente lo posso immaginare con una certa approssimazione, ma spesso abbiamo tempistiche molto strette e l\u2019idea di dover pubblicare un annuncio e aspettare le risposte via fax o via posta non la trovo concepibile!<\/p>\n<p>Senza parlare del database dove possiamo tener traccia dei candidati incontrati e quindi poter reperire pi\u00f9 facilmente delle competenze incrociando semplicemente delle informazioni.<\/p>\n<p>L\u2019idea di armadi pieni di faldoni con i CV cartacei classificati chiss\u00e0 secondo quale logica mi mette i brividi, quindi benvenuta tecnologia!<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Quali sono i canali principali attraverso i quali ricevi i curricula?<\/h4>\n<p>I CV principalmente arrivano in risposta agli annunci che pubblichiamo su un paio di siti specializzati, qualcuno dal nostro sito internet, altri da segnalazioni di colleghi o partner.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche vero che la maggior parte dei colloqui che organizziamo sono di candidati che andiamo a cercare direttamente nel nostro database o nelle banche dati dei sopracitati siti: abbiamo un volume abbastanza alto di ricerche e spesso non abbiamo tempo di aspettare le candidature dirette.<\/p>\n<p>I social network invece, al momento, non ci danno grandi risultati, ma sicuramente anche noi dovremmo curarli meglio.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Si parla molto dei social come strumento per \u201cspiare\u201d i candidati prima e dopo un colloquio. A tuo avviso quanto \u00e8 diffuso questo fenomeno e che cosa ne pensi di questa abitudine?<\/h4>\n<p>Ne ho giusto scritto recentemente sul blog\u2026<\/p>\n<p>Diciamo che personalmente uso molto LinkedIn, ma quello \u00e8 un network di stampo professionale, e chiunque vi si sia iscritto lo fa con l\u2019intenzione di mostrare le proprie competenze professionali.<\/p>\n<p>Facebook lo uso raramente, ma per alcune posizioni credo sia interessante valutare pi\u00f9 che altro la competenza che una persona ha sull\u2019uso dei social, sul concetto di riservatezza e comprensione degli strumenti per la privacy.<\/p>\n<p>Se dalla tua pagina emerge che nel fine settimana ami fare le ore piccole con gli amici passando da un locale ad un altro, non sono tanto preoccupata del fatto che magari il luned\u00ec non arrivi fresco e riposato al lavoro; mi piace meno, piuttosto, che non ti disturbi che anche un qualsiasi sconosciuto possa vedere i commenti negativi sul tuo (magari ex) datore di lavoro.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>A quale personaggio famoso o di fantasia ti piacerebbe fare un colloquio e che cosa gli chiederesti?<\/h4>\n<p>Onestamente non saprei: so che \u00e8 stato emozionante e molto interessante incontrare il fondatore di una realt\u00e0 che seguo e ammiro da qualche anno, che si occupa di educazione al coding per bambini e ragazzi.<\/p>\n<p>In questo caso \u00e8 stato piacevole lo scambio di vedute e la condivisione di un pensiero sull&#8217;importanza della formazione ad un approccio all&#8217;informatica come nuovo livello di alfabetizzazione, che vada oltre l&#8217;insegnamento finalizzato al mero utilizzo, ma arrivi ad una comprensione delle logiche sottostanti. I bambini e ragazzi che partecipano non saranno tutti programmatori, ma potranno avere un&#8217;idea pi\u00f9 chiara di cosa si nasconde dietro un software, da un videogame ad uno strumento di lavoro.<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Qual \u00e8 la domanda meno convenzionale che ti \u00e8 mai capitato di porre?<\/h4>\n<p>A dire il vero non sono una da domande strane o \u201ctrabocchetto\u201d, ma mi \u00e8 piaciuta una domanda che una mia collega ha posto ad alcuni candidati per una posizione interna: \u201cSe fossi miliardario, ma dovessi comunque lavorare, che lavoro sceglieresti?\u201d<\/p>\n<p><\/p>\n<h4>Grazie mille Chiara!<\/h4>\n<p><\/p>\n<p p style=\"font-size:10px\"><i>Crediti fotografici: \u00a9Kirsty Vidoslava\/Fotolia; \u00a9cartoonresource\/Fotolia<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Porre domande \u00e8 una parte importante del lavoro di tutti i recruiter. \u00c8 naturale, quindi, che lo facciano con naturalezza e abilit\u00e0. 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