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Form di candidatura: i segreti per ottenere la migliore redemption

form di candidatura

Uno degli elementi che più può condizionare l’esito di una campagna di recruiting è la form di candidatura.

Una form di candidatura troppo complessa, infatti, può abbattere drasticamente il tasso di redemption dei candidati, decimando il numero di CV ricevuti dall’azienda. Questo è valido soprattutto per le moltissime candidature che avvengono via smartphone.

Esistono numerosissimi studi a sostegno di questa tesi, tra i quali quello realizzato da Appcast, che ha dimostrato come candidature che richiedano più di 15 minuti per essere completate vedano un drastico calo del tasso di completamento, che può raggiungere il 365%.

L’equivoco in cui cadono alcune aziende è quello di considerare la form di candidatura come uno strumento – una sorta di strettoia – attraverso cui filtrare in partenza il numero di candidature.

Il ragionamento è il seguente: se costruisco un percorso di candidatura articolato, che richiede la risposta a decine di domande, otterrò solamente i curricula delle persone realmente interessate alla posizione.

Questa strategia, adottata soprattutto dai grandi brand che ricevono migliaia di CV al giorno, ha non poche falle che possono abbassare la qualità finale della selezione:

  • Sono altri strumenti, in primis la job description, a determinare la qualità delle candidature. Più l’offerta di lavoro è chiara e ben dettagliata, più saranno valide le candidature ricevute.
  • Un processo di candidatura troppo articolato esclude dalla corsa chi non ha abbastanza tempo libero da dedicarvi; tipicamente, chi possiede già un lavoro, magari presso un vostro competitor, e potrebbe rappresentare un candidato di gran valore.
  • Con il supporto di un buon ATS è sempre possibile procedere a un primo screening veloce che elimina i curricula fuori contesto, a prescindere dal numero di candidature ricevute. Quindi è poco utile limitarle in partenza.

Qual è, allora, il numero di campi ideale per una form di candidatura?

A prima vista, per le aziende che utilizzano un software per il recruiting in grado di leggere le informazioni contenute nel curriculum dei candidati, potrebbe bastare una form composta da quattro campi:

  • Nome
  • Cognome
  • Indirizzo email
  • CV allegato

In realtà, nessuna azienda utilizza una struttura così ridotta. Questo perché una form di candidatura troppo sintetica può privare l’azienda di alcune informazioni utili durante il processo di selezione.

Il nostro consiglio – frutto del lavoro di configurazione della nostra piattaforma di recruiting digitale per centinaia di aziende – è quello di limitare il numero di campi della form a quelli veramente utili, ovvero quelli strettamente necessari per:

  • Identificare il candidato.
  • Contattarlo.
  • Produrre statistiche utili a quella specifica selezione.

Se, quindi, prevedete di filtrare e valutare primariamente i candidati in base a una determinata skill, lingua, esperienza ecc., esplicitate questo elemento nel form di candidatura.

Consigliamo anche di prevedere un campo in cui poter allegare la lettera di presentazione – uno strumento utile a percepire le capacità comunicative e altre soft skill del candidato – e, se utilizzate un ATS, un altro campo per allegare una foto, che permette un riconoscimento immediato del candidato nella piattaforma di selezione.



Se siete interessati ad altre best practice per aumentare la redemption dei vostri annunci, vi consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato alla scrittura della job description.



Credito fotografico: ©relif/Fotolia

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