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Tre domande a Susanna Tomaselli, titolare presso Talent’s Angels

Con l’intervista a Susanna Tomaselli, titolare con tre socie della società di selezione Talent’s Angels, diamo inizio a un ciclo di brevi conversazioni con professionisti del recruiting e delle risorse umane. Tre domande e risposte che si soffermano su alcuni aspetti di questo mondo così variegato e in continua evoluzione.


Ci racconti in breve il suo percorso di studi e professionale.

Dopo due anni di frequenza di economia e commercio a Bologna, decido di seguire il mio istinto e mi iscrivo a Padova per seguire il corso di laurea in psicologia del lavoro e delle organizzazioni in cui mi laureo. Con il tirocinio post lauream comincio la mia avventura nella selezione del personale ed ancora oggi sto cercando di smettere ;). Ricordo ancora, e non sono poi così anziana, quell’eccitazione che provavo nell’aprire le buste con cui i candidati ci inviavano i propri curricula… sembra sia passato un millennio! 4 anni fa, con tre amiche che sono secondariamente anche socie, decidiamo di aprire la nostra società Talent’s Angels e ci divertiamo ancora un sacco.


Con una offerta altissima e una domanda limitata, si potrebbe pensare che trovare la figura giusta nel mercato del lavoro attuale sia semplice e veloce. È davvero così?

Proprio l’offerta altissima è il primo dei fattori che rende la ricerca della persona giusta una caccia al tesoro, è come trovare l’ago in un pagliaio! E come spesso accade, maggior offerta corrisponde ad una maggior difficoltà nella presa della decisione, “ma sarà il migliore”…?


La forza lavoro del futuro sarà sempre più composta da Millennials. Qual è la sua opinione su questa generazione?

Non posso sicuramente esprimere un’opinione su un’intera generazione, che tra l’altro ha tutta la vita davanti anche per mostrare chi saranno e cosa vorranno fare di questo mondo! Si trovano di fronte a scelte difficili, un mondo assai complicato e purtroppo un pessimismo che respirano fin dai primi vagiti. Saranno i nostri futuri leader, manager, governanti, dirigenti, hanno infinite possibilità e faranno sicuramente molto meglio di quanto oggi sembra loro possibile. Cerchiamo di essere con loro incoraggianti, fiduciosi, sproniamoli a buttarsi, a lavorare, a viaggiare. Forse oggi le più attente riflessioni dovrebbero farle i genitori dei millennials…


Quanto è importante conoscere gli aspetti extra lavorativi di un candidato? Quali sono quelli davvero utili nella ricerca del profilo giusto?

È fondamentale ed oggi assai facile attraverso l’uso dei social. Le passioni. Conoscere le passioni di una persona fornisce una miriade di informazioni sia sugli aspetti più caratteriali che su fattori pratici, come ad esempio la disponibilità in termini di tempo o di spostamenti. Pensiamo al classico allenatore o allenatrice di squadre giovanili… o all’agonista in qualche disciplina sportiva. In generale direi che dipende! Quali sono ad esempio le soft skills necessarie per quel contesto o quella posizione? Le attività extra lavorative del candidato possono essere di stimolo o coerenti? Spesso le attività extra lavoro possono avere una relazione anche con le hard skills necessarie, pensiamo alla passione per una lingua estera in particolare, che magari non viene utilizzata dal candidato nella mansione ricoperta, ma potrebbe essere un plus per la nuova opportunità. Come sempre, dipende!