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L’alfabeto HR del 2018: dalla A di Apprendistato alla generazione Z

ABC HR 2018

Ogni anno porta con sé nuove tendenze e tematiche calde nel settore Risorse Umane. Dalla A di Apprendistato alla generazione Z, ecco di cosa si parlerà nel corso del 2018.


Apprendistato

Con la fine degli incentivi ai contratti a tempo indeterminato e lo stop ai voucher, l’apprendistato ha visto un nuovo boom ed è, attualmente, una delle forme contrattuali più utilizzate dalle aziende che assumono giovani. Confartigianato ha calcolato una media di 1000 assunzioni al giorno con questa formula nei primi 8 mesi del 2017, un trend che dovrebbe continuare nel 2018.


Bot

I Bot, software che accedono alla rete sfruttando gli stessi canali utilizzati da utenti e possono svolgere una varietà di compiti in maniera del tutto autonoma, stanno trovando le prime applicazioni anche in ambito HR. Alcune aziende americane, per esempio, hanno scelto di ricorrere ai ChatBot come prima interfaccia con i candidati. Grazie al machine learning e all’intelligenza artificiale, queste applicazioni sono infatti capaci di simulare conversazioni sempre più sofisticate.


Car-pooling

Il notevole successo di App come Jojob ha certificato la rilevanza di un fenomeno – quello della condivisione dei viaggi tra colleghi pendolari – che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori italiani. La diffusione di questa lodevole pratica comporta risparmi per chi lavora e un minore impatto sull’ambiente. Hai mai pensato di introdurla nella tua azienda?


Diversity Management

Una delle sfide che molti HR si troveranno ad affrontare nei prossimi anni sarà quella di trasformare la propria azienda in un ambiente inclusivo, in cui le diversità non siano fonte di discriminazione ma di ricchezza. A questo tema si legano moltissime iniziative pratiche, come il blind recruiting.


Employee Value Proposition

Dopo diversi anni in cui l’employer branding è stato un tema molto caldo nel settore HR e Recruiting, oggi l’attenzione si sta concentrando su un concetto che ne è parte integrante: l’Employee Value Proposition.
Per comprenderlo meglio riportiamo una citazione tratta dal libro The War of Talent, di Ed Michaels, Helen Handfield-Jones e Beth Axelrod, tradotta dal sito employerbranding.it: “L’employee value proposition è la somma complessiva di tutto ciò che le persone vivono e ricevono nell’ambito del rapporto di lavoro con un’azienda: la soddisfazione intrinseca per il lavoro, l’ambiente, la leadership, i colleghi, la retribuzione e altro ancora. È quello che fa l’azienda per soddisfare i bisogni, le aspettative e anche i sogni dei collaboratori.”
Ti sei interrogato su quale sia l’Employee Value Proposition della tua azienda?


Formazione continua

La formazione continua è una componente fondamentale della formazione permanente ed è l’unico strumento attraverso il quale si può garantire a un lavoratore il mantenimento delle condizioni di occupabilità per tutta la vita. L’auspicio è che le aziende, supportate e incentivate dallo Stato, investano sempre più in attività di formazione, tanto in aula quanto virtuali.


Gamification

Della gamification, applicata soprattutto al recruiting, si parla ormai da un paio di anni ed è difficile prevedere se diventerà un fenomeno diffuso o rimarrà circoscritto alle aziende più sperimentali. Nel frattempo, anche in Italia sono nate diverse piattaforme e iniziative. L’ultima di cui abbiamo letto è Skeym, un progetto di job assessment attraverso la gamification di Ranaway ltd.


HRM suite

Le aziende sono sempre più alla ricerca di piattaforme HR complete, che uniscano le attività più “soft” (recruiting, performance management, formazione…) a quelle amministrative sotto un’unica interfaccia e fungano da centro di raccolta e analisi di tutti i dati legati al personale. Se hai bisogno di loggarti su 5 tool diversi per svolgere le tue attività, probabilmente è un tema caldo anche per te.


Indeed

Il Google dei motori di ricerca del lavoro ha rivoluzionato il mercato delle job board con la sua formula di sponsorizzazione basata sul PPC (pay per click sull’annuncio), diventando leader di mercato in Italia e in moltissimi altri paesi.


Leave management

In molte aziende, l’organizzazione del piano ferie e il processo di richiesta e approvazione delle assenze sono ancora gestiti via email e condivisione di calendari elettronici. In altre, questi processi sono parzialmente integrati nel programma di rilevazione presenze. Le ultime tendenze vedono invece, anche per le PMI, il ricorso a software specifici in grado di aiutare nella definizione del piano ferie dei singoli team, velocizzare i processi di approvazione e far risparmiare moltissimo tempo nelle attività amministrative.


Marketing & HR

Ai nuovi professionisti HR sono sempre più spesso richieste competenze che appartengono alla sfera del marketing. Pensiamo a tutte le attività legate all’employer branding o alla retention dei dipendenti.


Networking

Il networking è utile non solo per l’imprenditore in cerca di investimenti, il freelance a caccia di clienti o chi ricerca un nuovo lavoro. Anche il professionista HR ha motivo di stringere rapporti e creare legami attraverso eventi di settore (qui l’agenda dei più importanti eventi HR del 2018 in Italia) e piattaforme dedicate come LinkedIn. Da un lato hai l’occasione di formarti sulle ultime tendenze del settore e di trovare opportunità di crescita professionale, dall’altro puoi creare un bacino di candidati che conosci bene, a cui attingere per il tuo lavoro.


Outplacement e Onboarding

In questo caso, abbiamo scelto di non scegliere tra due attività quasi opposte ma al tempo stesso così simili tra loro. In entrambi i casi, infatti, si tratta di accompagnare una transizione perché sia più fluida e positiva possibile per il lavoratore. Da un lato in uscita dall’azienda, dall’altro in entrata. Puoi approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo Onboarding: 10 consigli per un perfetto piano di orientamento.


Privacy

Con l’avvento imminente del GDPR, che avrà efficacia a partire dal 25 maggio 2018, il trattamento dei dati personali è un tema caldissimo nel settore Risorse Umane, come testimoniato dai tantissimi eventi e corsi a esso dedicati quest’anno. Anche noi abbiamo trattato l’argomento in due articoli: un’intervista all’esperta di data protection Nadia Martini e un approfondimento sulle novità del Nuovo Regolamento Europeo Protezione Dati.


Questionari di selezione

Molte aziende decidono di vincolare i propri annunci di lavoro a questionari preselettivi per scremare in partenza i candidati non idonei – le cosiddette killer question. La nostra esperienza è che siano poco utili, in quanto molti candidati le aggirano inserendo informazioni non veritiere. Conviene, piuttosto, filtrare in un secondo momento i profili in base ai parametri desiderati, facendosi supportare dagli strumenti di ricerca e ranking di un software per il recruiting.


Reportistica

Nella gestione delle risorse umane e nel recruiting ci si affida sempre più a numeri e statistiche per verificare il buon andamento della propria attività. Solo avendo a disposizione report che illustrano il time to hire, il tasso di assenteismo, la percentuale di partecipazione ai corsi di formazione, il numero di obiettivi raggiunti ecc. è possibile dare un indirizzo “scientifico” al proprio lavoro.


Self service

I software HR self service sono sempre più di moda per un motivo semplicissimo: fanno risparmiare moltissimo tempo all’ufficio HR. Inoltre, fanno sentire più coinvolti i dipendenti, aumentano la sensazione di trasparenza e l’accuratezza dei dati e velocizzano i processi.


Team building

Un settore che è cresciuto moltissimo negli ultimi anni e che vede un gran numero di operatori sparsi nel territorio. La grande varietà di offerta fa sì che tu possa sempre trovare l’attività adatta a sviluppare le soft skill che ritieni deficitarie nel tuo team.


Usability

L’attenzione degli HR manager si sta spostando verso piattaforme digitali e software che offrano un’ottima esperienza di usabilità agli utenti. Anche a programmi un tempo tradizionalmente ostici, come i software di rilevazione presenze, è ora richiesta facilità d’uso e intuitività. In questo modo aumenta la percentuale d’adozione dei nuovi strumenti da parte di dipendenti e manager.


Videointerviste

Per le aziende che ricercano talenti su scala internazionale, la possibilità di effettuare dei video colloqui in una prima fase di selezione è certamente utile. Alcuni software, oggi, danno anche la possibilità ai candidati di registrare un video curriculum o la risposta ad alcune killer question. Come per la gamification, anche questi applicativi devono ancora passare la prova del mercato che ne saggi efficacia e convenienza.


Z – generazione

La generazione Z, conosciuta con tantissimi altri nomi tra cui iGeneration e Plurals, segue quella dei Millennials e comprende i nati dalla seconda metà degli anni Novanta fino al 2010. Cresciuti a pane e social media – cosa che influisce anche sulle loro capacità di socializzazione – sono estremamente a loro agio nell’utilizzo delle tecnologie. Avendo vissuto un periodo di forte recessione, in cui si sono accresciute le disparità sociali e il lavoro è diventato sempre più precario, i membri della Generazione Z sono caratterizzati da forte insicurezza e preoccupazione per il futuro. Proprio per le difficoltà presenti nel mondo del lavoro, sono più portati all’imprenditorialità.





Credito fotografico: ©patpitchaya/Fotolia