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Guida al welfare aziendale: incentivi, vantaggi e piattaforme

welfare aziendale

Il welfare aziendale è sempre più diffuso in Italia e non può più essere considerato un fenomeno passeggero.

Eppure sono ancora molte le aziende che non hanno piena consapevolezza di cosa sia e di come possa aiutare impresa e dipendenti.

Questa breve guida dà un semplice quadro complessivo di questo fenomeno.

Utilizza l’indice per approfondire la sezione che più ti interessa:


Che cos’è il welfare aziendale?

Per welfare aziendale si intendono tutte le iniziative che un datore di lavoro può intraprendere per migliorare il benessere del lavoratore e della sua famiglia.

Corrisponde, più in pratica, a un sistema di servizi a sostegno del collaboratore, con vantaggi fiscali sia per l’azienda che per il dipendente.

Questa prassi, diffusa in buona parte dell’Europa, in Italia è un fenomeno piuttosto recente.

La crescita degli ultimi anni è dovuta principalmente a una serie di interventi legislativi (ne parleremo più avanti) che incentivano il privato a subentrare al welfare pubblico, molto in difficoltà soprattutto da un punto di vista previdenziale.

Si è così innescato un circolo virtuoso: sempre più aziende sperimentano iniziative di welfare aziendale e, soddisfatte dei risultati, incrementano l’investimento in questo campo, aumentando di conseguenza il benessere dei loro dipendenti e alimentando un settore di offerta in rapida espansione.

Un’ulteriore spinta alla crescita del welfare aziendale è data dalla diffusione di piattaforme digitali che erogano i propri servizi in Cloud, permettendo alle aziende di offrire un nutrito paniere di flexible benefit (una forma di retribuzione in beni e servizi in natura che non concorre a formare reddito da lavoro dipendente) ai propri collaboratori e a questi di scegliere i più utili per le proprie esigenze, spendendo in autonomia il proprio budget.


Cosa è cambiato nel panorama legislativo

Le leggi di stabilità del 2016 e del 2017 hanno dato un forte impulso alla pratica del welfare aziendale in Italia. Ecco alcune delle novità più importanti:

  • L’erogazione dei servizi di welfare aziendale non è più vincolata a una iniziativa unilaterale del datore di lavoro ma a contratti e regolamenti aziendali.
  • È ora possibile, previo accordo con le rappresentanze sindacali, convertire in servizi di welfare il premio di risultato.
  • È stata ripristinata la tassazione agevolata al 10% sui premi di produttività e alzato il limite fino a 3000 euro nella maggioranza dei casi (fino a 4000 euro nei casi di premio di produttività erogato a lavoratori coinvolti pariteticamente dal datore di lavoro).
  • È stato aumentato anche il tetto massimo di reddito di lavoro dipendente previsto per poter accedere alla tassazione agevolata, prima a 50.000 euro annui poi a 80.000 euro, includendo così anche quadri e dirigenti.
  • L’esenzione IRPEF è stata estesa a una gamma più ampia di trattamenti di welfare aziendale, fruiti in alternativa ai premi economici aziendali.

Con la legge di Bilancio del 2018 è diventato possibile finanziare anche le spese per il trasporto pubblico di dipendenti e familiari a carico. Anche i rinnovi dei contratti CCNL del settore Pubblico, per esempio Sanità e Funzioni centrali, hanno dato ampio spazio ai temi del welfare.


Una crescita testimoniata dai numeri

Come già detto, il nuovo quadro legislativo ha impresso una forte spinta alla diffusione del welfare aziendale.

Da un lato, ha dato alle grandi aziende la possibilità di arricchire le loro offerte di welfare, sia come importo economico che come varietà di scelta, dall’altro ha incentivato le PMI a introdurre il welfare aziendale e/o una componente di retribuzione variabile come i premi di risultato.

Allo stesso tempo, ha dato vita a un vero e proprio mercato di offerta. In un paio di anni si è passati da una decina di aziende che offrivano servizi di welfare aziendale, tipicamente tramite piattaforme digitali, a un centinaio.

La crescita del settore è testimoniata da diverse ricerche condotte negli ultimi anni.

  1. In una recente ricerca A. T. Kearney commissionata da Sodexo ben il 71% delle aziende intervistate ha dichiarato di offrire già un piano di benefit e welfare aziendale ai propri lavoratori (il benefit più diffuso è il buono pasto, erogato dal 58% delle aziende). Inoltre, il 33% del campione di aziende ha affermato di star lavorando attualmente sulle tematiche di welfare all’interno dell’azienda, mentre il 36% ha detto che le affronterà prossimamente. Solo l’8% ha affermato di non essere interessato a interventi di welfare aziendale.
  2. Un’indagine di Welfare Index PMI condotta su 3422 PMI ha evidenziato come dal 2016 al 2017 sia raddoppiato il numero di piccole e medie imprese molto attive nel welfare (ovvero che offrono servizi in almeno sei aree di welfare), passando dal 9 al 18%. Il 58% delle aziende ha invece mosso i primi passi in questo settore, con azioni in fino a 3 aree di welfare aziendale.
    Stando a questa ricerca, il 71% delle aziende molto attive ha già ottenuto risultati positivi dai piani di welfare, mentre l’ostacolo più grosso resta la mancanza di informazioni, con solo 1/5 delle aziende che hanno una conoscenza adeguata del sistema di incentivi.

Come si implementa un piano di welfare aziendale

Perché serva davvero a migliorare il benessere dei lavoratori, un piano di welfare aziendale deve essere tarato sulle loro esigenze.

Per questo il suo lancio deve essere preceduto da una prima fase di analisi, volta a determinare la composizione demografica del personale e i benefit attualmente erogati dall’azienda. Una buona idea è poi quella di effettuare un sondaggio tra i dipendenti, in modo da individuare i benefit più importanti per loro e renderli partecipi nel processo decisionale, e di coinvolgere i sindacati.

Una volta chiarite le esigenze, va identificato il partner attraverso il quale erogare i servizi di welfare. Esistono oggi decine di piattaforme cloud che offrono grande flessibilità e autonomia ai dipendenti, nonché compliance con le normative fiscali.

Come vedremo, molte di queste piattaforme offrono un servizio di full outsourcing. Si occupano, cioè, anche della fase di analisi delle esigenze e delle relazioni con sindacati e lavoratori.


I vantaggi del welfare aziendale per aziende e lavoratori

Il successo del welfare aziendale è in larga parte legato ai benefici fiscali che porta ad aziende e dipendenti, regolati principalmente dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) nei suoi articoli 51 e 100. Da un lato, infatti, le aziende conseguono un risparmio contributivo, dall’altro i lavoratori vedono eliminate tutte le imposte a loro carico.

100 euro investiti in welfare aziendale, quindi, corrispondono a una spesa di 100 euro netti per l’azienda e a 100 euro spendibili per il dipendente.

Ma i vantaggi non sono legati solamente all’aspetto economico. Ecco un elenco dettagliato di benefici per tutte le parti in causa.

Per i dipendenti:

  • Aumento del potere d’acquisto.
  • Maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata.
  • Miglioramento del clima aziendale.
  • Benessere per tutta la famiglia.

Per le aziende:

  • Risparmi sul costo del personale.
  • Diminuzione del tasso di turnover e di assenteismo.
  • Aumento della produttività.
  • Maggiore appeal sui candidati.

Per il sistema Paese:

  • Creazione di un mercato di erogatori di servizi di welfare.
  • Emersione del lavoro nero.

Gli esperimenti condotti finora hanno avuto altissime percentuali di adesione, a testimonianza di quanto queste iniziative siano viste con favore dai lavoratori.


Gli ostacoli alla crescita del welfare aziendale

Il welfare aziendale è considerato oggi una soluzione win/win per aziende e lavoratori.

Eppure ci sono alcuni aspetti e segnali che possono destare preoccupazione.

Per cominciare, la scarsa chiarezza di alcune norme, che si prestano a interpretazioni differenti. La paura principale, espressa dagli stessi professionisti del settore, è che vada perduta la finalità sociale del welfare aziendale, finendo per includere servizi che poco hanno a che fare con questo scopo.

Qualora succedesse, sarebbe difficile continuare a giustificare la detassazione a essi applicata.

Allo stadio attuale, inoltre, questo strumento sembra essere apprezzato maggiormente da chi ha uno stipendio alto e/o figli a carico. Chi ha uno stipendio più basso e fatica ad arrivare a fine mese, insomma, preferirebbe trovare qualche euro in più in busta paga. Questo potrebbe essere legato da un lato a un vuoto informativo sull’argomento, dall’altro all’abitudine delle aziende di porre l’accento su benefit “cool” piuttosto che su quelli maggiormente utili a far quadrare il bilancio familiare.


Quali sono i benefit preferiti dai lavoratori?

Indagini condotte su questo tema hanno evidenziato come esista uno scostamento tra i benefit maggiormente proposti dalle aziende e quelli preferiti dai dipendenti.

Un’indagine Ipsos condotta su 800 lavoratori di aziende private tra i 25 e i 60 anni ha rilevato come i benefit più utilizzati siano i buoni pasto (70%), gli strumenti hi-tech (38%) e le polizze assicurative (36%), mentre quelli più ambiti siano:

  1. Con il 59% i servizi di sostegno alla famiglia (in ordine di preferenza, rimborso delle tasse scolastiche dei figli, agevolazioni sui libri di testo e sugli asili nido, cura degli anziani, baby sitter e campi estivi per i figli).
  2. Con il 54% i servizi di benessere (in ordine di preferenza, rimborso delle spese mediche, viaggi ricreativi, agevolazioni per visite specialistiche, buoni per centri benessere, rimborsi per i trasporti e biglietti per attività ludiche).
  3. Con il 52% i servizi legati allo shopping (in ordine di preferenza, coupon per la benzina, gift cards e regali materiali come dispositivi tecnologici e cesti di Natale).

Riportiamo anche i risultati di un altro studio.

Il Welfare Index PMI, cui abbiamo già accennato, ha identificato 12 aree di welfare aziendale e rilevato la quota percentuale di imprese che attuano almeno una iniziativa per area. Ecco il risultato:

  • Polizze assicurative 46,3%
  • Sostegno economico ai dipendenti e alle famiglie 35,1%
  • Sanità integrativa 34,8%
  • Sicurezza e prevenzione degli incidenti 33,9%
  • Formazione per i dipendenti 33,7%
  • Conciliazione vita-lavoro e tutela delle pari opportunità 32,8%
  • Previdenza integrativa 23,4%
  • Welfare allargato al territorio e alla comunità 17,3%
  • Sostegno ai soggetti deboli e integrazione sociale 7,7%
  • Servizi di assistenza 6,7%
  • Cultura, ricreazione e tempo libero 5,8%
  • Sostegno all’istruzione di figli e familiari 2,7%

I CCNL con contributo Welfare

In alcuni Contratti Collettivi Nazionali dei Lavoratori (CCNL) sono inserite misure di welfare aziendale.

Ecco una lista:

  • CCNL Metalmeccanici: 150€ per il 2018, 200€ per il 2019;
  • CCNL Metalmeccanici (Unionmeccanica/Confapi): 150€ per il 2018, 2019 e 2020;
  • CCNL Orafi, Argentieri e Gioiellieri: 100€ per il 2018, 150€ per il 2019, 200€ per il 2020;
  • CCNL Telecomunicazione: 140€ per il 2018;
  • Contratto Collettivo Provinciale Industria Conciaria (provincia di Vicenza): 1200€ annui frazionabili dal 1° settembre 2017 al 31 dicembre 2019.


Le piattaforme online

La crescita d’interesse per il welfare aziendale ha portato alla nascita e crescita di decine di piattaforme che erogano i loro servizi in cloud.

Ecco, in ordine alfabetico, alcune delle più interessanti:


Day Welfare

day welfare

Day può vantare numeri di tutto rispetto, con 500 milioni di euro fatturati all’anno, 16.500 aziende clienti, 110.000 partner e 500.000 utilizzatori giornalieri.

La sua piattaforma, molto semplice da navigare e utilizzare anche da dispositivi mobile, offre alle aziende la possibilità di organizzare pacchetti su misura e ai lavoratori un’ampia gamma di servizi tra cui scegliere, che si adattano a tutte le età e a tutti gli stili di vita.

Interessante la possibilità di erogare voucher digitali, buoni acquisto che possono essere spesi nei negozi e negli e-commerce dei brand più noti.


Easy Welfare

easy welfare

Nata nel 2007, è cresciuta rapidamente da una piccola startup a una realtà aziendale strutturata che gestisce ed eroga servizi di Welfare aziendale. Nel 2017 ha fondato, insieme ad altre realtà del settore, l’Associazione Italiana Welfare Aziendale (AIWA).

Propone una piattaforma 2.0 per la gestione di convenzioni, servizi, flexible benefit, cassa sanitaria e fondi previdenziali.

Può contare su un network di 4600 strutture convenzionate, più di 100 servizi erogati e oltre 100 convenzioni nazionali attive.


Edenred

Edenred

Inventore del Ticket Restaurant®, Edenred è tra i leader mondiali nel welfare aziendale.

Offre tre diverse soluzioni alle aziende:

  • Buoni acquisto da utilizzare per shopping, carburante e spesa al supermercato.
  • Voucher convenzionati presso 4500 operatori che offrono servizi vari.
  • Una piattaforma digitale che dà la possibilità di acquistare beni e servizi presso oltre 18.000 operatori specializzati in previdenza, salute, istruzione, benessere e tempo libero.

Oltre 10.000 aziende utilizzano i suoi servizi ogni giorno.


Eudaimon

Eudaimon

Eudaimon offre una proposta completa e integrata per il welfare aziendale, declinata su misura sulle esigenze delle imprese. Vanta oltre 250 aziende clienti, sia PMI che grandi imprese.

I suoi servizi sono erogati sia tramite piattaforma web responsive che su App mobile sviluppata su tecnologia Salesforce.

Da segnalare il network IEP, che dal 2009 è il primo esempio applicato di welfare interaziendale: una rete di imprese che condividono conoscenze ed esperienze per attivare soluzioni innovative di welfare per il benessere dei loro dipendenti.


Jointly

Jointly

Nata nel 2014, Jointly è una start-up innovativa a vocazione sociale. Il suo staff di 15 professionisti segue i clienti per l’intero progetto di welfare aziendale: dalla ricerca con questionari e focus group per la rilevazione dei bisogni, alla comunicazione delle iniziative fino all’engagement verso gli utenti.

La piattaforma cloud di Jointly offre agli HR e welfare manager l’accesso esclusivo al portale interaziendale per promuovere la cultura del welfare con video, ricerche, interviste, eventi ecc.

Oggi Jointly è utilizzata da più di 40 aziende italiane, conta su oltre 300 partner selezionati e offre 5000 servizi di welfare.


MyWelfare

MyWelfare

MyWelfare è il portale innovativo per la gestione dei flexible benefits di QUI! Group e della sua società specializzata in soluzioni di welfare, Welfare Company.

Dà la possibilità alle aziende di introdurre piani di welfare esternalizzando la gestione dei servizi al dipendente, che viene seguita interamente da Welfare Company.

Può vantare una rete di 40.000 punti vendita su tutto il territorio nazionale e una esperienza di oltre 25 anni nel settore.


Sodexo

Sodexo

Sodexo ha un’ampia offerta di servizi di Benefits and Rewards efficaci, come i buoni acquisto e i buoni pasto.

Ha anche una piattaforma di welfare modulare che consente al singolo dipendente, a partire dal suo budget, di:

  • comporre il suo paniere di benefit;
  • calcolare il vantaggio fiscale;
  • usufruire di sconti e vantaggi dedicati;
  • richiedere rimborsi.

UpLife!

Uplife!

La piattaforma di Seri Jakala (il primo player in Italia e leader in Europa nei progetti di people engagement) permette alle aziende di convertire i premi di produzione in servizi che migliorano la qualità della vita di tutti i dipendenti.

Dalla formazione allo svago, dai buoni carburante al rimborso di spese mediche, il lavoratore può facilmente scomporre il proprio premio in una miriade di servizi e beni utili, aumentando il proprio potere d’acquisto.

UpLife! è anche un potente strumento di engagement dei dipendenti e fornisce una sezione dedicata al benessere integrabile con la tecnologia indossabile.


Welfare.it

Welfare.it

La piattaforma Welfare.it offre un servizio in pieno outsourcing. Si occupa, cioè, dell’intero processo, rendicontazione compresa. In questo modo l’azienda non deve affrontare alcun aggravio gestionale.

Adatta sia alle PMI che alle grandi imprese, è facilmente navigabile anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet

Dà alle aziende la possibilità di segnalare partner potenziali che si vorrebbe trovare all’interno della piattaforma di welfare.


Welfare4you

Welfare4you

Welfare4you eroga i suoi servizi tramite una piattaforma web personalizzabile che si integra alla piattaforma IT dell’azienda.

Offre un servizio di welfare aziendale in full outsourcing: il suo staff si occupa anche delle comunicazioni con le rappresentanze sindacali e con i lavoratori, nonché della formazione di questi ultimi.

L’impegno per le imprese è minimo: è Welfare4you, per esempio, a verificare la documentazione dei rimborsi e, dopo l’approvazione, a comunicare all’azienda gli importi da rimborsare in busta paga.


Welfarebit

Welfarebit

Con sedi operative a Milano, Novara e Napoli, attraverso la propria piattaforma in cloud Welfarebit gestisce tutti i benefit detassati dal TUIR, offrendo servizi sul territorio e una assistenza continua per tutta la settimana.

Il servizio è particolarmente concentrato sul rimborso spese: per esempio gli interessi sui prestiti e mutui, il costo d’iscrizione ad asili nido, scuole e università e persino quanto speso per attività sportive di vario genere.


Welfare Pellegrini

Welfare Pellegrini

Nata nel 1985 come divisione Buoni Pasto della Pellegrini S.p.A., Welfare Pellegrini offre oggi una ampia gamma di flexible benefit, voucher e buoni regalo attraverso la sua piattaforma digitale.

Il suo punto di forza sta probabilmente nella creazione di un forte network di partner che offrono promozioni e vantaggi esclusivi ai suoi clienti. Inoltre, è possibile attivare convenzioni on demand su segnalazione delle aziende e dei singoli dipendenti.

I numeri sono impressionanti: oltre 2.000 clienti in tutta Italia, oltre 185.000 utilizzatori al giorno e più di 60.000 esercenti convenzionati.


WellWork

WellWork

L’offerta di WellWork si regge su 3 pilastri:

  • Una consulenza approfondita in fase di redazione del piano di welfare, che comprende assistenza legale, fiscale e amministrativa.
  • Una piattaforma altamente tecnologica che dà ai lavoratori un’esperienza di acquisto personalizzata che corrisponde ai suoi effettivi bisogni.
  • Una attività di supporto per tutta la durata del piano, che comprende formazione in azienda, videotutorial e una linea diretta d’assistenza via chat ed email.

ZWelfare

ZWelfare

La piattaforma di welfare aziendale prodotta da Zucchetti permette alle aziende di offrire ai propri dipendenti tutti i vantaggi dei flexible benefits.

Accessibile da tutti i dispositivi anche grazie all’apposita webapp, eroga flexible benefits appartenenti a 8 macro aree e fornisce assistenza 24/7.

Attraverso di essa i lavoratori possono, per esempio, ordinare beni e servizi di varia natura, come buoni spesa e buoni carburanti, fino a un ammontare di 258 euro.





Credito fotografico: ©alotofpeople/Fotolia

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