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Dalla A alla Z: temi e novità HR che hanno caratterizzato il 2019

Alfabeto HR 2019

Quali sono stati i temi più discussi e le novità più interessanti del settore HR nel 2019?

Analizzando i programmi degli eventi, le discussioni sui gruppi dedicati, gli articoli della stampa e il feedback dei nostri clienti abbiamo stilato un alfabeto che, a nostro avviso, sintetizza bene il 2019 del dipartimento HR.


AI

Quando una nuova tecnologia rimane un trend e un argomento di primo piano per diversi anni, è probabilmente perché al momento della sua introduzione era ancora lontana dalla perfezione. L’impressione è che questo sia accaduto anche con l’Intelligenza Artificiale applicata all’HR e al recruiting, di cui si parla ormai da diversi anni tra entusiasmo e battute d’arresto. Il fenomeno – ancora lontano dalla sua maturità ma che ha sicuramente fatto dei passi avanti – va analizzato con serenità diffidando di dati e statistiche a dir poco improbabili. Nel frattempo, continuerà a essere uno dei temi più discussi agli eventi di settore.


Business Matching

Chi frequenta eventi e congressi dedicati alle Risorse Umane avrà notato il ricorso sempre maggiore a questa formula di incrocio tra l’offerta di sponsor e fornitori e la domanda dei professionisti HR. Anche la casa editrice ESTE, realtà storica del settore, ha adottato questo servizio per i suoi eventi. Non si tratta di una buona notizia solo per chi, come Altamira, è interessato a incontri concreti e produttivi con aziende che vogliono intraprendere un percorso di HR Digital Transformation, ma anche per gli addetti alle Risorse Umane, che possono approfittare di questi appuntamenti per concentrare in un paio di giorni ricerche che normalmente richiederebbero settimane.


Coworking

La flessibilità applicata al luogo di lavoro è forse una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni. La novità è che questa flessibilità non riguarda più soltanto i lavoratori autonomi. Da un lato assistiamo al successo di realtà come Copernico, ormai diffuse in tutta Italia, che offrono oltre alle canoniche aree di coworking per liberi professionisti anche spazi flessibili e modulabili per imprese di ogni dimensione. Dall’altro anche le stesse imprese, con l’aumento del telelavoro e dei programmi di smart working, progettano nuovi spazi o riprogettano gli esistenti rendendoli più flessibili e superando il mito della postazione fissa. Esemplare il caso Siemens.

Si è parlato anche di: Chatbot (le citiamo anche nel Pre-screening) e del Congedo papà, salito a 5 giorni nel 2019, mentre si discute su un ulteriore aumento a 10 giorni.


Decreto Dignità

Quest’anno le politiche di assunzione delle aziende italiane hanno dovuto tenere conto della Legge n. 96 del 9 agosto 2018 di conversione del D.L. n. 87/2018, ovvero del cosiddetto Decreto Dignità. L’opinione espressa dagli addetti ai lavori nel corso degli eventi di fine 2018 e del 2019 è stata prevalentemente negativa e anche i dati sull’andamento dell’occupazione italiana, all’apparenza positivi, nascondono diverse ombre, legate al numero di ore lavorate e alla produttività.


Exit

Il 2019 è stato un anno ricco di exit importanti nel settore HR Tech. Alcune hanno premiato idee e progetti brillanti che hanno rapidamente scalato il mercato, altre sono state legate al desiderio dei grossi player di espandersi o consolidare la propria posizione in determinate aree. Menzione d’onore va alla exit di Easy Welfare, acquistata da Edenred per la cifra di 53 milioni.

Si è parlato anche di Employer Branding: Come l’intelligenza Artificiale, anche l’employer branding è un argomento di cui si discute da molti anni, e quest’anno sono stati tanti gli eventi HR dedicati a questo tema. Ogni anno emergono nuove strategie e strumenti da adottare; ne abbiamo segnalati 3 in questo articolo.


Formazione continua

Nel corso del 2019 si è parlato tanto di formazione e non è certo un trend destinato a esaurirsi a breve. La grande dinamicità del mercato del lavoro richiede infatti un continuo aggiornamento delle competenze, possibile solamente con programmi di formazione permanente. A favorirli sono oggi i primi strumenti di e-learning fruibili anche su mobile.


GDPR

Anche se è una novità dello scorso anno, di GDPR si è continuato a parlare per tutto il 2019, data la complessità della materia e le difficoltà incontrate dagli uffici HR nel conformarsi alla normativa. Per fortuna, i produttori di software per le risorse umane stanno creando strumenti in grado di assisterli in questo compito.

Si è parlato anche di: Glassdoor, e del suo arrivo in Italia, e di Gender pay gap, su cui diverse aziende hanno iniziato a muoversi, ma che sembra destinato a durare ancora moltissimi anni in assenza di un adeguato intervento normativo.


HEI

Al suo secondo anno di attività HEI (Human Experience Insight) è già diventata una realtà di rilievo nel settore HR, capace di organizzare numerosi eventi nel corso del 2019 e di produrre una gran quantità di contenuti di valore.


Intelligenza emotiva

Questo “aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni” (definizione di Wikipedia) è una delle soft skill maggiormente ricercate al momento da head hunter e recruiter.

Si è parlato anche di Indeed, e dell’apertura della sua prima sede in Italia.


LinkedIn

Non è certamente un nuovo trend ma anche nel 2019 LinkedIn, a dispetto delle critiche ricevute in seguito all’acquisizione di Microsoft, continua a essere uno straordinario strumento di sourcing dei candidati e un tema di primo piano. Non a caso, siamo felicissimi di aver portato a termine una nuova integrazione con il nostro ATS.


Master

A giudicare dal numero di post e commenti sul tema nei gruppi Facebook e LinkedIn dedicati alla gestione HR, i master sono oggi il percorso più battuto da chi vuole iniziare a lavorare in quest’ambito o aggiornare le proprie conoscenze. L’offerta in Italia è abbondante e non è facile orientarsi, anche per l’ambiguità con cui viene utilizzato il termine master in Italia. Qui, proviamo a fare un po’ di ordine.


Neet

A proposito di dati sull’occupazione meno positivi di quanto sembri, nel 2019 l’Italia è diventata la nazione europea con la più alta percentuale di Neet, acronimo per Not in education, employment or training. La media di giovani italiani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non si formano è del 23,4%, contro quella europea del 12%.


Onboarding e Outplacement

Quanto è importante accompagnare in maniera adeguata il dipendente nel suo percorso di ingresso e di uscita da un’azienda? Nell’era dei social network, della candidate journey e di Glassdoor, davvero molto. Se l’offerta tecnologica per l’onboarding nel 2019 è stata notevole – anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale – per l’outplacement c’è ancora meno disponibilità, anche perché richiede un maggiore “tocco” umano.


Pre-screening

Quest’anno gli addetti alla selezione si sono concentrati soprattutto sugli strumenti di pre-screening, utili ad approfondire la conoscenza dei candidati in una fase precedente al colloquio, così da avere più elementi di giudizio a disposizione per le prime scremature e ridurre il successivo carico di lavoro. Tra killer question, test e questionari preliminari, tool di ranking automatico, video interviste (ne parliamo in dettaglio più avanti) e chatbot, gli strumenti a disposizione sono tanti. Ai recruiter il compito di capire quale si adatti meglio a ciascuna offerta di lavoro.


Riders

Diventati il simbolo dei mali della GIG economy in Italia, dei riders la politica italiana ha parlato moltissimo senza trovare una soluzione al passo con i tempi moderni. Anche l’ultimo decreto di settembre lascia irrisolti, infatti, parecchi aspetti. L’impressione è che ne parlerà ancora a lungo.


Soft skill

Un tempo ritenute meno importanti delle hard skill, le competenze trasversali sono sempre più ricercate in un’epoca in cui anche le conoscenze più specialistiche possono diventare obsolete in un arco temporale molto breve. Diverse ricerche confermano che con l’aumentare dell’automazione e del ricorso all’intelligenza artificiale, aumenta anche l’attenzione per le soft skill.

Si è parlato tanto anche di Skill Gap, ma forse si dovrebbe parlare di più di Upskilling.


TikTok

Può il social network del momento diventare uno strumento di employer branding? Probabilmente sì, dato che molti brand lo stanno già utilizzando con successo per promuovere il proprio marchio. Se si vuole essere tra i primi a esplorare questa soluzione, è già ora di agire.


Usability

Dalle tante conversazioni condotte quest’anno è emerso un dato evidente: l’usabilità, la semplicità di utilizzo è un aspetto sempre più ricercato nelle piattaforme HR, soprattutto se queste devono essere utilizzate in self-service da tutti i dipendenti.


Video interviste

I video colloqui live e on demand sono una delle novità più concrete nel settore dell’HR Tech. In pochi anni numerose aziende italiane – tipicamente di medie e grandi dimensioni – hanno implementato questo strumento di pre-screening, affidandosi per lo più alle soluzioni prodotte da Easyrecrue e Visiotalent, protagoniste anche in diversi eventi del 2019.


Z – Generazione

Entro cinque anni, i giovani nati tra il 1995 e il 2012 rappresenteranno circa un terzo della forza lavoro globale. È quindi normale che durante l’anno ci si sia interrogati su cosa dovrebbero fare le aziende per attirare i migliori talenti di questa generazione. Ecco alcune risposte: offrire tecnologie all’avanguardia, dare valore alla sostenibilità, curare l’equilibrio vita/lavoro con un pacchetto di benefit adeguato e tessere un forte legame tra le diverse generazioni in ufficio.




Credito fotografico: ©Seventyfour/Adobe Stock

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